

Quanto più in alto saliamo, tanto meno i confini terreni sembrano avere importanza. Il perdono, quindi, appartiene al cielo. Qui, tre strumenti raramente uniti – organo, sassofono e pianoforte – si fondono in un’unica voce. Alla fine degli anni ’70, Jan Garbarek e Kjell Johnsen si avventurarono in regni sonori simili nel loro album ECM Aftenland.
Eppure, in contrasto con il loro sperimentalismo crudo e radicale, Forgiveness offre uno spazio meditativo e radioso, un’atmosfera piena di energia luminosa. Appropriatamente, poiché l’Azerbaijan, patria di Rain Sultanov e Hikmat Baba-zada, è spesso chiamata la “Terra del Fuoco”.
Ora, due dei principali visionari del jazz azero presentano quello che sembra un sequel spirituale. Nel loro dialogo celeste, l’organo diventa simbolo di santità, il sassofono dà voce alle emozioni più profonde dell’anima e il pianoforte intreccia i due in armonia. Con Forgiveness, Rain Sultanov affronta l’ombra della rabbia e risponde con una musica di una bellezza eterea e mozzafiato. Questo straordinario trio costituisce il cuore di nove composizioni fluide e impalpabili, intitolate come Love Will Change You, Liberation from Evil e Ballad of the Universe. Per molti versi, Forgiveness prosegue il viaggio sonoro iniziato con Cycle del 2018, che esplorava l’interazione tra organo e sassofono.
Ora, il pianoforte entra in gioco e il risultato è trascendente.
Rain Sultanov (sax soprano)
Hikmat Baba-zada (pianoforte, organo)
In collaborazione con: il Comune di Castelsardo, la Camera di Commercio di Sassari, la Fondazione Sardegna e la Regione Autonoma della Sardegna